Betty Boop: ascesa, declino e resurrezione del cartoon più sexy
Ilaria Rebecchi | Giu 03, 2013 | Commenti 0
Betty Boop nasce nel 1932 dalle matite geniali dei fratelli Fleischer ispirati alla cantante anni ’20, Helen Kane.
Un taglio di capelli alla moda all’epoca ad incorniciare un volto grande e paffuto, in cui spuntano gli enormi ed espressivi occhioni verdi da cerbiattina sexy: Betty è una flapper, ovvero la ragazza alla moda durante l’epoca del jazz, un po’ irriverente e un po’ indipendente, ma iper femminile e sensuale.
L’autoironia, il cagnolino malizioso che le scopre il reggicalze, le trasparenze in controluce e le spalline che cadono involontariamente, hanno fatto di questo persnaggio nato dai fumetti e dall’animazione, una delle icone più note ed importanti nel mondo della seduzione femminile, tra cui i balli esotici paradisiaci allo slogan “Boop-oop-a-doop”, poi ripreso persino dalla divina Marylin Monroe.
Contestato nel 1935 da un pubblico ancora troppo conservatore, Betty dovrà presto ripiegare dedicandosi alle faccende domestiche in abitini castigati: questa fu la sua fine.
Sparisce nel 1939.
Ma Freddy Mercury indossò una maglietta con la sua immagine nel concerto del 1986 al Wembley Stadium, e molti artisti negli ultimi decenni l’hanno riportata in vita e celebrata, collezionandola, amandola, imitandola, parlandone.
W Betty, una di noi!
Categoria: Cinema • Comics / Illustrazione • Icone
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